martedì 21 luglio 2020

UN TEMPIO NASCOSTO, UNA LUNGA MARCIA, BUFALI E PERSONE - A HIDDEN TEMPLE, A LONG MARCH, BUFFALOES AND PEOPLE



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...spesso si sente dire che il viaggio è ilvero scopo non importa quale sia la meta. Io credo sia vero solo in parte perchè un viaggio non potrà mai essere completo senza una meta. Queste riflessioni sono la diretta conseguenza della camminata di venerdì 17 luglio. Tutto inizia alcuni mesi fa, quando consultando Google map alla ricerca di templi nascosti e poco conosciuti ho scoperto l'esistenza di wat luang khun win. Feci un primo tentativo di capire il percorso da fare per poi scoprire che oltre a trattarsi di una strada sterrata oltrettutto gli ultimi 11 chilometri sono privi di wi-fi e connessione dati e il GPS sembra funzionare solo a tratti. Decisi quindi che non fosse il caso di provare da sola e di cercare dei compagni di avventura: Annalinda, Daniele e David si sono mostrati subito entusiasti. Poi tutti i programmi si sono arenati a causa del Covid-19 e dopo mesi finalmente la prima data utile per andare è risultata essere venerdì 17, una splendida giornata di sole!

Una volta lasciata canal road si apre lo spettacolo di verdissimi campi di riso con lo sfondo delle montagne e il cielo di un azzurro molto carico e qualche nuvola bianca. Quando poi diventa impossibile proseguire con i nostri motorini parcheggiamo vicino alle ultime case e iniziamo il nostro percorso. Dopo poco ci rendiamo conto non solo che il percorso non sarà semplice ma soprattutto che avremo sempre il disagio di non avere idea del "quanto manca", con le mappe che non si aggiornano e il puntino della tua posizione che rimane fisso. Ad un tratto incrociamo un signore del posto a cui chiediamo se sia la strada giusta per arrivare al tempio e per fortuna lo era, poi chiediamo quanti chilometri sono fino al tempio e la risposta è sei chilometri... Proseguiamo mentre i tratti in salita sono ormai senza soluzione di continuità. In realtà molta parte del percorso è all'interno di canaloni solcati profondamente dallo scorrere dell'acqua piovana.

Siamo consapevoli che se arrivasse il monsone dovremo salire sui bordi e possibilmente fermarci in mezzo alla foresta. David incorre anche in un piccolo inconveniente un pizzico di vespa su un dito, ma stoicamente decide di proseguire. All'inizio si alternano brevi tratti pianeggianti, in più punti superiamo piccoli corsi d'acqua.


Poi in pratica sono solo salite. Ad un tratto decido di non proseguire, spaventata soprattutto di dover affrontare la strada in discesa al ritorno. I miei compagni proseguono ma non dovrò attendere molto per sentire le loro voci e vederli tornare. Infatti poco oltre hanno trovato la strada sbarrata da sei bufali, liberi e hanno preferito non avvicinarsi. 


Sulla via del ritorno ad un tratto siamo stati sorpresi dal rumore di motore di auto, quello tipico di alto numero di giri e ruote che non fanno presa. Dopo poco in una piccola radura incontriamo un piccolo gruppo di thai arrivati fin lì con due fuori strada pick-up. Dopo pochi secondi di imbarazzati cenni di saluto, uno di loro si rivolge a chi è ancora sul cassone e gli urla "water, water!!!" e il tipo da una cassa termica di quelle piene di ghiaccio tira fuori una lattina di birra e una bottiglietta d'acqua ghiacciate per ognuno di noi. Ovviamente siamo piacevolmente sorpresi e molto grati per questo regalo inaspettato. Scambiamo qualche parola e veniamo così a sapere che poi proseguiranno fino al tempio e da lì dove siamo impiegheranno ancora mezz'ora in auto. Mentre parliamo scaricano fornelli e griglie per prepararsi ad un classico pic-nic thai style. Noi dopo una breve sosta proseguiamo il cammino.
Quasi al termine incrociamo una giovane donna che dal campo dove sta lavorando si avvicina alla strada per salutarci e ci chiede incuriosita dove stiamo andando. Così le spieghiamo che avremmo voluto raggiungere il tempio ma che poi abbiamo rinunciato. Lei in inglese ci dice che in questa stagione nessuno utilizza quel percorso anche perchè è pericoloso...e ci consiglia di provare passando da Mae Win... Quindi l'appuntamento con il tempio nascosto è solo rimandato.

Nonostante abbiamo mancato l'obiettivo finale in realtà siamo tutti soddisfatti, personalmente anche perchè non avrei mai pensato qualche anno fa di poter reggere un percorso così duro e, a parte il mal di piedi, senza avere dolori muscolari dopo 15 chilometri di cammino. Poi abbiamo avuto modo di vedere paesaggi molto belli e camminare nella foresta è davvero affascinante. Quindi è vero che è il viaggio stesso a dare soddisfazione ma mai come in questo caso vale la pena raggiungere la meta: il tempio nascosto...

[ENGLISH VERSION]

... often it is said that the journey is the true goal no matter what the destination. I think that's only partly true because a journey can never be complete without a destination. These reflections are a direct consequence of the walk on Friday, July 17th. It all began a few months ago, when I was searching Google maps for hidden and little known temples and discovered the existence of wat luang khun win. I made a first attempt to understand the route to be taken and then I discovered that besides being a dirt road, the last 11 kilometers are without wi-fi and data connection and GPS seems to work only at times. So I decided that it was not the case to try it alone and look for companions: Annalinda, Daniele and David were immediately enthusiastic. Then all the programs got stuck because of the Covid-19 and after months finally the first useful date to go was Friday 17th, a wonderful sunny day!

Once left the canal road the show of green rice fields with the background of the mountains and the sky of a very deep blue and some white clouds opened. When it becomes impossible to continue with our scooters we park near the last houses and start our walk. After a while we realize not only that the route will not be easy but above all that we will always have the discomfort of not having any idea of "how much is missing", with the maps that do not update and the dot of your position that remains fixed. Suddenly we meet a local guy who we ask if this is the right way to get to the temple and luckily it was, then we ask how many kilometers are up to the temple and the answer is six kilometers ... We continue as the uphill stretches are now seamless. In reality much of the route is inside gullies deeply furrowed by the flow of rainwater. We are aware that if the monsoon arrives we will have to climb the edges and possibly stop in the middle of the forest. David also runs into a little inconvenience with a pinch of wasp on one finger, but stoically he decides to continue. At the beginning we alternate short flat stretches, in several points we pass small streams. Then in practice they are only uphill. Suddenly I decide not to continue, scared above all of having to face the downhill road on the way back. My companions continue but I don't have to wait long to hear their voices and see them come back. In fact, just beyond they found the road blocked by six buffaloes, free and they preferred not to approach. 

On the way back all of a sudden we were surprised by the noise of a car engine, the typical one of high rpm and wheels that do not grip. After a little while in a small clearing we meet a small group of Thai people arrived there with two off-road pick-ups. After a few seconds of embarrassed greetings, one of them turns to those still on the truck and yells " water, water!!!" and the guy from a thermal box of those full of ice pulls out a can of beer and a small bottle of ice water for each of us. Of course we are pleasantly surprised and very grateful for this unexpected gift. We exchange a few words and then we learn that they will continue to the temple and from there it will take another half hour by car. As we speak they are unloading stoves and grills to get ready for a classic Thai picnic style. After a short stop we continue on our way. Almost at the end we meet a young woman who from the field where she is working approaches the road to greet us and asks us curious where we are going. So we explain to her that we wanted to reach the temple but then we gave up. She tells us in English that in this season no one uses that route because it's dangerous...and she advises us to try going through Mae Win.... So the appointment with the hidden temple is just postponed.

Even though we missed the final goal we are all satisfied, personally because I never thought a few years ago I could hold such a hard course and, apart from the footache, without having muscle aches after 15 kilometers of walking. Then we had the chance to see very beautiful landscapes and walking in the forest is really fascinating. So it's true that it's the journey itself that gives satisfaction but never as in this case is it worth reaching the destination: the hidden temple...

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